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Dojo Musubi

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Ichi gatsu

Ichi gatsu ((睦月) significa alla lettera prima luna, nel senso di primo mese. Nel giapponese moderno infatti i mesi non hanno un nome, ma vengono semplicemente numerati: Ichi gatsu, ni gatsu, san gatsu e così via. Anticamente invece quello che era il nostro Ianuarius (il mese del dio Giano) era mutsuki ((睦月), il mese dei legami. Februarius (il mese delle febbri) era kisaragi (如月), il mese delle nuove vesti. Martius (il mese del dio Marte) era yayoi (弥生), il mese della nuova vita.  Come mai iniziamo l'anno ora e non in primavera, quando sboccia la nuova vita? Non ho una risposta da dare, ma solamente una ipotesi. Anche il calendario italico arcaico iniziava da marzo, mese in cui germogliano le messi e sotto gli auspici del dio Marte si dava inizio ai conflitti. Fu il secondo re di Roma, Numa Pompilio ad introdurre due mesi supplementari. Dedicò il primo al dio Giano che sovrintendeva al termiine ed all'inizio di ogni cosa, fissando con esso l'inizio del nuovo anno. Ancora conserviamo il ricordo del nostro calendario ancestrale nei nomi degli ultimi mesi dell'anno, a partire da settembre che è in realtà in nono mese e non il settimo per finire con dicembre che è il dodicesimo e non il decimo. Conosciamo dunque, anche se avvolta nella leggenda, la data di inizio di questa consuetudine; non ne conosciamo tuttavia le ragioni. Io penso che gli antichi, nella loro grande saggezza, abbiano voluto considerare come momento iniziale della vita quello in cui il seme viene deposto, anche se rimane a riposo sotto una coltre di terra gelida ed apparentemente sterile. Non quello in cui germoglia e viene finalmente alla luce. Se questo loro credenza era giusta, e mi piace credere che lo sia, ne possiamo trarre un insegnamento: proprio il momento più buio e più freddo di un ciclo è quello in cui si deve deporre il seme per il ciclo futuro. 

L'aspetto morale della pratica dello iaido

Osservazioni sul problema ed alcune risposte del maestro Kawaguchi

Quello dell'aspetto morale sotteso all pratica dello iaido potrebbe sembrare un problema che non ha nessuna influenza sulla pratica della disciplina. Se però andiamo a vedere bene quello che impariamo, di fatto l'esecuzione di un kata di iaido comporta la simulazione di una uccisione, e questo in effetti un qualche problema morale lo pone a chi ha la sensibilità per accorgersene.

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Kirishima: Memoires d'un lutteur de sumô

Memoires d'un lutteur de sumô
Kirishima Kazuhiro
Editions Philippe Picquier, 1998

Sono pochi i sumotori che hanno deciso di scrivere le loro memorie, meno ancora quelli che hanno ricevuto il necessario consenso da parte dell'Associazione Giapponese di sumo.

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Incontro con un togishi

Abbiamo avuto il privilegio di incontrare Massimo Rossi, segretario generale dela I.N.T.K. - Itaria Nihon Tōken Kyōkai (Associazione Italiana per la Spada Giapponese), nonché togishi, ovvero restauratore e politore di lame, secondo il metodo e la tradizione Giapponese, per un'intervista su un aspetto dell'utilizzo delle pietre per affilare tra i più affascinanti e misteriosi.

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Murakami Harumi: 1Q84

Harumi Murakami
1Q84
Einaudi, 2011

1Q84 è il nuovo romanzo di Murakami edito da Einaudi e da poco uscito in Italia che raccoglie i primi due volumi; il terzo verrà pubblicato in Italia a ottobre del 2012.

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Montanelli: L'impero bonsai

Indro Montanelli
L'impero bonsai
Rizzoli
ISBN 978-88-17-01710-7

 

Tra il 1951 ed il 1952 il principe già allora indiscusso del giornalismo italiano, Indro Montanelli, soggiornò in Giappone come inviato del Corriere della Sera. Questo libro è una raccolta dei suoi articoli ma il bonsai del titolo, pur d'effetto,  tradisce in realtà differenti percezioni, sia dell'autore che di Vittorio Zucconi che ha scritto la prefazione.

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L'aikido 'di testa'

L'aikido è un'arte che dovrebbbe nascere spontaneamente, senza un intervento deliberato della volontà. Richiede di entrare in vibrazione con il cosmo per percepire attraverso la propria pelle, e non attraverso una serie di strumenti di misura da tenere costantemente sottocchio a fini decisionali, quale sia l'azione più appropriata al momento che si sta vivendo. Allora come mai tanti libri sull'aikido? accanto a molti testi tecnici, veramente giustificati solo se opera di insegnanti di primo livello, sono sempre più numerosi quelli che approfondiscono le ragioni del perché si pratichi aikido. Oppure propongono nuove possibili applicazioni nel mondo moderno occidentale dei principi dell'aikido, che provengono da un mondo a noi lontano, che appartengono al passato di una diversa civiltà. Ne riparleremo a breve, entrando nel dettaglio.

Ma perché no?

Potrebbe sembrare una operazione discutibile: i film chambara (cappa e spada) giapponesi, possono essere considerati prodotto culturale, ed in quanto tale seguiti se non addirittura studiati? Abbiamo infine concluso che la risposta alla domanda debba - a volte - essere positiva. Forse una cultura minore (ma chi ha diritto di assegnare voti in questo campo), senzaltro una cultura popolare, ma indubbiamente una forma di cultura. A questo punto era un dovere decidere di occuparsi anche dei film di azione, che affondano comunque le loro radici in una società che per rimanere credibile sullo schermo deve essere evocata con rigore, anche e soprattutto quando si utilizzano nella rappresentazione tinte molto cariche. Non prossimamente ma subito: qui.


Milano, novembre 2011: dalla base alla base

Fujimoto sensei ci aveva lasciato alle prese con lo studio delle basi dell'arte dell'aikido. Riprende, naturalmente, dalle basi. Il suo punto di arrivo, sarà sempre quello: le basi.

E' una materia che non finisce mai di riservare sorprese, ma anche conferme, una materia che molto dà da pensare. Ai grandi maestri, agli insegnanti, ai praticanti. Va naturalmente 'pensata' soprattutto sul tatami, ma non è male quando possibile continuare a pensarci anche dopo, e iniziare a pensarci anche prima di risalirvi. E' per questo che proponiamo i soliti pochi spunti di riflessione.

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Una riflessione

La recensione delle 30 opere di Akira Kurosawa si avvia verso il termine (dopo Una meravigliosa domenica (1947) ora la cronaca-recensione di I cattivi dormono in pace (1960). Un impegno maggiore del previsto: ma ne valeva la pena. Kurosawa infatti dichiarò che il modo migliore - o l'unico -  per comprendere quanto voleva dirci era di vederne le opere seguendo l'ordine cronologico.Alcune sono state giudicate da critica e pubblico, nei nei 70 anni trascorsi da quando il maestro iniziò a dirigere, opere minori. E' un errore: certamente ci sono opere più o meno riuscite, ma in nessuna l'impegno è venuto meno, per ognuna ha dato il massimo. Per questo l'esame del suo percorso artistico esige tempo, energie, ripetute riletture. Non è eccessivo ermetismo del maestro quando il messaggio non riesce di immediata comprensione: dobbiamo ammettere che è sempre esplicito ed inequivocabile, solo la nostra superficialità ci impedisce di coglierlo all'istante.

Novità?

Qui novità ce ne sono sempre. Specialmente quando non ce ne sono (vuol dire che le stiamo preparando). Chi non lo avesse notato faccia caso all'elenco sotto al menu, indica gli ultimi 10 articoli pubblicati. L'ordine è cronologico quindi può mescolare capra e cavoli, ma è già qualcosa. Per il resto ci siamo noi: nella sezione Nihonto abbiamo la recensione di un libro importante per conoscere le procedure di creazione della spada, The craft of the Japanese Sword. Altri libri interessanti ma nella sezione Ukiyo-e sono le monografie Le 36 vedute del Monte Fuji di Hokusai e Le 100 famose vedute di Edo di Hiroshige, mentre in Storia e Costume Emile Guimet ci guida nella Tokio (!) del 1878 con Promenades Japonaises. Tra i film, questa volta tutti jidai, vi segnaliamo L'uomo del risciò (Inagaki), Ame Agaru (Koizumi) e Harakiri (Kobayashi). E ce n'è ancora...

Consuntivi e preventivi (dicembre 2011)

Normalmente si usa fare il consuntivo di una attività alla fine di un ciclo, preparando contemporaneamente un preventivo - di massima o dettagliato - per il ciclo successivo. La società moderna però ha cicli talmente rapidi, e parametri vitali talmente complessi e in evoluzione o trasformazione costante, che spesso si è nell'obbligo di fare analisi accurate della situazione ad intervalli di tempo molto ridotti. E' tempo di fare il consuntivo di musubi.it? Nel mondo della rete, uno di quelli in cui queste considerazioni sono particolarmente necessarie, le analisi debbono essere praticamente giornaliere. E' sempre tempo di consuntivi e preventivi.

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il Dojo Musubi

Autunno... se non ce lo ricordassero le prime piogge, e le prime foglie secche, ce lo ricorda la testata autunnale del nostro sito, che vedete in alto. La grande novità del nuovo anno di pratica e di studio è, almeno per il noi, la comparsa di una sezione dedicata al Dojo Musubi. L'obiettivo è di farne col tempo un dojo tradizionale, splendido come quello della foto, lo spirito con cui iniziamo è lucido e determinato. Si trova in Roma e avrete naturalmente all'interno ulteriori particolari. I corsi iniziano il 13 settembre e si terranno nei giorni di martedì e giovedì dalle 20,00 alle 21,30, presso l'A.S.C. San Gregorio Barbarigo in via delle Montagne Rocciose 16 (via Laurentina, Metro B). 

Dove si trova il Dojo Musubi

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