Comunicato n. 11: 25/10/2006

Comunicato di Toshiyuki Hosokawa

Cari amici,
sono Toshiyuki Hosokawa e vi scrivo per ragguagliarvi ufficialmente della situazione in cui versa il mio babbo. nnanzitutto, è doveroso porvi un ringraziamento sincero e mai troppo sottolineato per gli sforzi con cui tutti voi state partecipando alla, ahimè, lenta convalescenza del Maestro.


Dico lenta perché noi tutti speravamo che, nonostante la perniciosità da subito manifesta dell’ictus, la sua leggendaria tempra lo coadiuvasse nel recupero. Invece così non è. Hosokawa è seguito da una fisioterapista molto competente (ho visto con i miei occhi spesse volte le sedute) che si sta prodigando nel riparare ai disastrosi effetti del versamento: in quasi un anno vi posso assicurare che i miglioramenti sono tangibili – ogni piccola conquista ha il sapore del miracolo - ma si prospetta un cammino ancora piuttosto lungo. Mi sbilancio nel dire che camminerà nuovamente, e questo significa già tantissimo come potete immaginare. Sul braccio destro si potrà continuare a lavorare, ma di questo è bene non preoccuparsi ora…

Per quello che riguarda la comprensione e la parola, le nuove non sono esattamente confortanti. Si entra qui in un campo estremamente difficile da definire con metodo scientifico positivo. Presumo, anzi ne sono praticamente certo, che la comprensione della lingua giapponese non sia stata compromessa, ma mi tengo nel dubbio in quanto, come forse vi sorprenderà, non la so parlare né leggere. Sui perché alla prossima missiva. La comprensione della lingua italiana invece, credo sia sufficiente. Ovvero poco inferiore di quella che possedeva nel passato. Come infatti sapranno le persone a lui più vicine, anche in perfetta salute, il Maestro captava le parole chiave, o poco più, nei discorsi a lui proferiti. Il suo peculiare “giappaliano” credo fosse una valida testimonianza di questo. Quindi, dopo innumerevoli sforzi nella ricerca di una logopedista bilingue, impossibile da trovare in Roma e probabilmente in Italia, si è optato per una logopedista italiana, che armata di santa pazienza e di un breviario figurato di giapponese, lo segue per un paio di volte alla settimana.

Per quello che invece riguarda la sistemazione materiale, con il fondo istituito dai vostri aiuti, si è trovata una casetta, che alcuni di voi conoscono, che incarna perfettamente le esigenze del caso (piano terra, poco distante dalla residenza di Paola, attuale compagna del maestro, giardinetto riparato, non distante da servizi). In tutto ciò devo sottolineare, che momentaneamente (si spera) ci si avvale della collaborazione di una ragazza che segue il Maestro nelle esigenze del quotidiano.

Non mi vengono in mente altre cose da raccontarvi e non voglio scadere nel melenso o peggio ancora nella mitologia. La convalescenza necessita di tempo e, date le condizioni, di sussidi. Ciò significa che le donazioni risultano necessarie. Con questo, mi ritrovo nella situazione, l’unica possibile, di potervi solo ringraziare per quello che è stato fatto ma non in quella di richiedere alcunchè. Per tutti coloro che, sacrosantamente, non possono più sostenere tali spese, un ringraziamento da parte mia, del Maestro e di Paola. Qualcosa è cambiato grazie a voi. A tutti coloro che continueranno ad aiutarci un ringraziamento altrettanto caloroso e sentito, retto dalla convinzione che le cose cambieranno ancora.

Saluti e un grazie di cuore

Toshiyuki Hosokawa
25 ottobre 2006