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Takashi Koizumi: Ame agaru (Il fiume in piena)

1999

Akira Terao, Shiro Mifune, Tatsuya Nakadai, Yoshiko Miyazaki, Mieko Harada

 

Tadashi Koizumi è stato assistente di Akira Kurosawa nelle sue ultime opere, e si incaricò di portare a termine questo progetto, sulla base di una sceneggiatura che lo stesso Kurosawa aveva scritto per riservarne a se stesso la realizzazione, interrotta dalla sua morte quando ne aveva già portato a termine la pre-produzione.

Probabilmente avrebbe desiderato concludere il suo ciclo tornando a raccontare una storia ambientata in epoca jidai  ma priva del pessimismo sparso a piene mani in Kagemusha e Ran e anche meno spettacolare, più intima e più a livello di essere umano: con un protagonista meno in balia dei grandi eventi storici e delle miserie umane e più padrone di se stesso.

 

Vi partecipano gli attori più rappresentativi dell'era Kurosawa e vi si aggiunge in una insolita prova come interprete il produttore Shiro Mifune, figlio del grande Toshiro Mifune che fu legato indissolubilmente al regista fino al 1965, giungendo poi ad una irreversibile separazione dopo i contrasti avuti durante le riprese di Barbarossa.

Sono protagonisti di questa opera, dedicata alla memoria di Akira Kurosawa e prodotta dal figlio Hisao (la figlia Kazuko ne cura i costumi), anche Tatsuya Nakadai, che prese idealmente il posto di Mifune nei già citati Kagemusha e Ran dopo esserne stato l'antagonista (Yojimbo e Sanjuro) o il coprotagonista (Anatomia di un rapimento) negli anni 60. Ed infine Akira Terao (Ran, Sogni, Madadayo) che raccolse il testimone.

La trama è tratta da un racconto di Shugoro Yamamoto, cui Kurosawa era solito spesso attingere per la sua ispirazione: citiamo tra le sue opere portate sullo schermo dal maestro Sanjuro, Barbarossa e Dodes'kaden. Un altro suo racconto è alla base del progetto di Il mare e l'amore, che dopo la morte di Kurosawa venne portato a compimento da Kei Kumai nel 2002.

Per quanto ne sappiamo non esiste ancora una versione italiana, la critica è condotta sulla edizione francese che porta il titolo di Après la pluie (Dopo la pioggia). In realtà il titolo originale ha un significato praticamente opposto, potremmo renderlo anche con Durante la piena.

E' infatti la pioggia incessante il motivo conduttore del film e la causa scatenante della vicenda, assieme alle acque del fiume in piena che obbligano il protagonista ad arrestare il suo incessante girovagare.

Trattenuto dalla pioggia ad un traghetto divenuto impraticabile, il ronin ossia samurai randagio e senza padrone Ihei Misawa (Akira Terao) riflette sul corso della sua vita, che non ha avuto gli esiti sperati.

Arrivato dopo una lunga e dura formazione al riconoscimento come maestro di spada da parte del maestro Tsuji Gettan (Tatsuya Nakadai) non ha però trovato impiego stabile presso alcuna casata, spesso rinunciando spontaneamente per la sua inveterata incapacità di adattarsi a convenzioni e formalismi.

Assieme alla sua compagna Tayo (Yoshiko Miyazaki) vaga da qualche tempo di feudo in feudo, senza sapere nemmeno lui cosa stia cercando.

L'inatteso imprevisto lo obbliga ad una sosta forzata presso una umile e sovraffollata locanda, senza alcuna idea del tempo che vi dovrà passare.

Una occasione quindi per fare il punto sul suo percorso di vita, e decidere una volta per tutte su quali obiettivi puntare. 

Un incontro fortuito col nobile Shigeaki (Shiro Mifune) sembra aprirgli nuove prospettive. Collerico e disincantato Shigeaki è attratto dalla calma interiore di Misawa, che supera la prova di ammissione battendo i campioni del feudo.

Viene però ricusato dalla corte quando scoperto a violare deliberatamente regole e leggi per seguire piuttosto la sua coscienza.

Shigeaki è costretto a ritirare la sua offerta di prenderlo a servizio come maestro d'armi, ma da allora non è più in pace con se stesso.

Le acque del fiume, che per molti giorni non avevano smesso di salire (agaru) a causa della pioggia (ame) finalmente sono discese, ed il traghetto è stato riaperto.

Misawa riprende il suo cammino assieme a Tayo, verso una meta sconosciuta e con la sensazione di essere incorso nell'ennesimo fallimento.

E' una storia ormai chiusa, o avrà un seguito?