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Nemmeno la rete di solidarietà dei familiari può cambiare in meglio la situazione dei due giovani sposi.

Non si è n grado di andare al di là di recriminazioni non si sa bene a chi dirette e di generiche dichiarazioni di solidarietà che non tengono in conto la realtà.

L'intenzione di Kayo di trovare un lavoro per mantenere Shinnojo viene considerata inaccettabile: la famiglia non potrebbe tollerare il disonore di una loro componente dedita a lavori manuali o peggio ancora cameriera in un locale pubblico. L'onore, o quello che viene considerato tale, viene innanzi tutto.

Si decide infine di chiedere a qualche funzionario di mantenere Shinnojo al servizio del daimyo, sia pure a stipendio ridotto. Privi però di conoscenze non saprebbero a chi rivolgersi e chiedono un suggerimento a Kayo.

Il primo nome che le viene in mente è quello dell'apparentemente premuroso Shimada.

Tutto sembra andare per il meglio, Shinnojo rimane in servizio con uno stipendio di 30 koku (il koku è la quantità di riso necessaria annualmente a una singola persona ).

Però la verità, che dapprima ha pensato fossero basse insinuazioni, diventa presto manifesta: il prezzo di Shimada è stata Kayo.

Inizialmente presa con la violenza ha dovuto acconsentire ad altri incontri sotto la minaccia di rivelare tutto a Shinnojo.

Ora che la verità è uscita fuori confessa di esserne sollevata: Shinnojo la uccida pure, porrà solamente fine alla sua sofferenza.

 

Shinnojo non la uccide ma divorzia immediatamente da lei - secondo le leggi dell'epoca è sufficiente dichiararlo davanti a un testimone - e la caccia di casa all'istante, in piena notte.

Riprende poi la pratica della spada, prima da solo poi ritornando in un dojo, sotto la guida di un maestro (interpretato da Ken Ogata).

Ha guadagnato la capacità di percepire le mosse di chi si trova di fronte a lui, ma la sua cecità è un ostacolo troppo grande.

Il maestro gli consiglia di rinunciare, ma pur non potendone spiegare per motivi d'onore né le ragioni né l'avversario che ha deciso di affrontare, Shinnojo è deciso ad andare avanti nella sua sfida impossibile. Se è pronto a morire potrebbe tuttavia avere qualche possibilità, e comunque salvare il suo onore. Il maestro accetta infine di prepararlo.

Parlando con altri samurai al servizio del signore venuti a trovarlo, Shinnojo viene poi a sapere che la decisione di mantenergli il posto e lo stipendio è stata presa autonomamente da sua altezza, considerando che il sacrificio del suo sottoposto lo aveva salvato dallo stesso destino, impedendo anche disordini per l'improvvisa morte del feudatario.

Escludono categoricamente che Shimada abbia influito in questa decisione, assicurano anzi che non ha espresso alcun parere e mai lo avrebbe espresso, essendo un arrivista che bada solo al suo tornaconto e non si cura dei suoi sottoposti.

E' quindi con un crudele inganno che Shimada ha approfittato di Kayo.

 

 

Questa notizia inaspettata fa rompere ogni indugio a Shinnojo.

Inarica il fedele servitore Tokukei (Takashi Sasano) che ha seguito sgomento la tragedia che ha travolto sia Shinnojo che Kayo, cui è ugualmente legato, di portare la sua sfida a Shimada, per il giorno seguente.

Con un consiglio: non lo prenda sottogamba perché è cieco.

 

 

 

 

 

 

 


Shimada non ha difficoltà ad accettare la sfida, essendo rinomata la sua abilità con la spada, raggiunta dopo aver frequentato una delle più rinomate scuole di Edo; si sente molto sicuro di sé stesso.

Inoltre pensa di non dover temere nulla da parte di un avversario privo della vista, per quanto Tokukei gli abbia riportato il consiglio di Shinnojo; e probabilmente vuole concludere la faccenda velocemente, senza che nessuno lo venga a sapere in quanto lui non vi gioca certamente un ruolo onorevole.

 

 

 

 

 

 

E' così che il giorno seguente, a mezzogiorno, Toya Shimada e Shinnojo Mimura si affrontano in duello all'ultimo sangue vicino alla stalla lungo il torrente.

Per rispetto di chi abbia intenzione di visionare il film non daremo ulteriori indicazioni sul concludersi della vicenda

Rimane da considerare l'opera nel suo complesso. Gradevole, per quanto manieristica e insistente sugli stessi medesimi temi già affrontati da Yamada nelle sue opere precedenti. Ma si sa che il pubblico spesso ricerca la ripetizione di quanto ha gradito in precedenza, più che la novità.

E concludiamo con  due ultime annotazioni: il titolo originale (Bushi no ichibun) andrebbe tradotto in modo diverso: L'onore del guerriero.

L'immagine di apertura, che appare ovunque su internet, allude alla coppia di uccellini allevata da Shinnojo e Kayo. Quando i due i separano uno dei due uccellini muore, l'altro viene lasciato libero da Shinnojo. Questo episodio gli rende manifesta l'importanza della loro unione.