Io credo che la via più semplice per parlare di me - da quando sono diventato regista - sia di seguire la mia filmografia scorrendo la miia vita film per film.

Akira Kurosawa nacque a Tokyo il 23 marzo 1910 e ci ha  lasciato il 6 settembre 1998. Ma molte delle sue opere stanno conoscendo solo ora, grazie alla diffusione su disco, una penetrazione profonda e non episodica tra il pubblico. Sia quello interessato soprattutto agli aspetti più spettacolari della sua arte, sia quello che ne rimane impressionato e toccato nel profondo ed esce pensieroso dalla visione delle sue opere.

Rimangono ancora suoi soggetti inediti, assieme a quellii che i suoi allievi o altri maestri hanno già portato a compimento, come nel caso di Ame Agaru di Takashi Koizumi o Il mare e l'amore, che fu affidato dal figlio Hisao alla mano potente quanto delicata del maestro Kei Kumai, autore dell'indimenticabile Morte di un maestro del te e purtroppo scomparso anche lui nel maggio 2007. E' quindi un maestro quanto mai attuale, e il cui insegnamento ci accompagnerà ancora a lungo.

Kurosawa apparteneva ad una famiglia risalente all'XI secolo ed originaria dii Hokkaido, la più settentrionale tra le isole principali del Giappone. Il capostipite fu Kurosawa Jirisaburo, figlio del leggendario Sadato Abe che guidò la guerra conosciuta come Zenkunen no eki (guerra dei 9 anni) contro Minamoto no Yoriyoshi governatore di Mutsu.

 

 

 

 

Il padre Isamu si diplomò all'Accademia Militare di Toyama e come ufficiale di carriera si occupò soprattutto dell'insegnamento delle arti marziali e della diffusione dello sport nell'esercito.

E' facile immaginare che l'educazione di Kurosawa, ultimo di 8 figli, sia stata di conseguenza fortemente influenzata da una figura paterna che "portava la barba e i baffi alla maniera di un veterano dell'era Meiji" (1868-1912), ma definita così: "malgrado le apparenze mio padre era il vero sentimentale della casa".

Questa figura ha ispirato diversi personaggi delle sue opere, burberi ed apparentemente inflessibil ma profondamente umani, legati al passato ma pronti ad imprevedibili aperture verso il moderno.

Anche l'educazione di Kurosawa fu fortemente influenzata dalle arti marziali, che il padre gli prescrisse in dose massiccia per sottrarlo, storia che sappiamo ripetersi spesso, alla sua tendenza di "bambino piagnone, effeminato" come si definisce lo stesso artista nel suo libro Something like an autobiography. Gli allenamenti iniziavano la mattina presto prima dell'orario scolastico, nel freddo rigido dell'inverno e nel caldo torrido dell'estate, preceduti da sessioni di meditazione sul nudo pavimento del dojo e seguiti da una visita al tempio di Hachiman prima di proseguire per la scuola. Kurosawa riporta di essere divenuto in seguito "un buon schermitore, e più tardi campione di kendo" mentre paradossalmente "in educazione fisica ero quasi nullo".

Il suo primo maestro fu Ochiai Magosaburo, che venne invitato a tenere lezione presso la scuola elementare Kuroda dove studiava Kurosawa. Rimase talmente impressionato da Ochiai da chiedere immediatamente al padre di essere iscritto al dojo, nonostante le lezioni fossero all'alba ed il tragitto a piedi da casa al dojo richiedesse un'ora e venti di cammino. Kurosawa spiega nella sua biografia che bisognerebbe immaginarlo vestito come il Sugata Sanshiro del suo primo film, ma in miniatura.  Bisogna anzi aggiungere che gli alti zoccoli (geta) con cui  era equipaggiato nei suoi tragitti, che abbandonò per sfuggire correndo all'agguato di un gruppo di ragazzi appartenenti ad un dojo rivale, ispirarono senza che Kurosawa se ne fosse immediatamente reso conto l'epilogo dela scena iniziale di Sugata Sanshiro (che abbandona i suoi zoccoli sul posto per tirare il calessino del maestro Yano, il cui conduttore era fuggito).

Fu in quel periodo che iniziò a studiare su libri presi in prestito la vita di grandi samurai come Tsukahara Bokuden o Araki Mataemon.