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yoshinobu tokugawaTra uno shogun Tokugawa e l’altro passano 250 anni arrivando verso la fine del periodo Edo quando si fanno strada sentori di rinnovamento e voglia di far rivivere l’antica arte del periodo Koto, il più antico.

Il nuovo sarà lo Shin shinto (nuovissima spada), ma assieme alla voglia di “revival” si scuoteva anche la realtà politica del paese.

Gli Stati Uniti imponevano al Giappone sotto la minaccia delle armi ad opera del Commodoro Perry l’apertura al mondo e al commercio estero siglata con la Convenzione di Kanagawa nel 1854. Si avvia poi nel 1868 l’era della Restaurazione Meiji, mettendo fine al periodo di auto reclusione dal mondo chiamato Sakoku.

 

 

 

ShinguntoNel 1873 fu emesso il 28 marzo il bando Katana rei che riservava il porto della spada a polizia ed esercito e iniziò il deciso progressivo e inesorabile declino dell’arte della katana. Non scomparve ma diventò appannaggio di classi di élite e degli ufficiali per i quali divenne parte dell’uniforme d’ordinanza fino alla fine della II Guerra Mondiale; questi furono sempre più addestrati all’uso della spada nel combattimento ravvicinato, e crebbe la produzione industriale di lame militari (shingunto) ma con livelli qualitativi generalmente lontani da quelli passati. Con poca richiesta di spade artigianali la forza lavoro venne decimata e l’arte della spada rischiava la scomparsa, fu così che molte spade presero la via dell’estero e sembrò essere una soluzione. Nel 1873 l’artigianato nipponico aveva fatto il suo ingresso ufficiale nella realtà occidentale l’Expo di Vienna: stampe ukiyo-e, porcellane, lacche, strumenti vari e naturalmente spade.

ConfiscaLa katana e la sua fabbricazione non erano stati sicuramente il pensiero dominante dalla fine del secolo XIX al termine della Seconda guerra mondiale quando per giunta il Comando Alleato le bandì con piglio pistolero da far west, infondendo la paura di essere incarcerati per il possesso di una katana. Fu così che anche tra chi poteva essere in possesso di un tesoro nazionale si corse ai ripari distruggendo la mortale nemica della democrazia sia sotterrandola provocandone la corrosione e l’inevitabile danneggiamento oppure consegnandola, favorendo così il rientro in patria dei combattenti con souvenir esotici del misterioso Paese del Sol Levante.

Il Giappone naturalmente corse ai ripari vedendo preziosi tesori in pericolo e avviò un sistema di registrazione del possesso di lame in modo da autorizzarne il possesso almeno in casa. Viene rilasciato dalla polizia un cartellino che deve sempre obbligatoriamente accompagnare ogni lama.

Forgia“Non rompersi, non piegarsi e contemporaneamente tagliare”: sembra essere stato questo l’obiettivo per cui le tecniche di forgiatura e rifinitura delle lame sono state sviluppate nel corso di secoli.

Un connubio che ha creato oggetti da taglio micidiali nella pratica, immortali e leggendari nello spirito.

La piegatura dell’acciaio, che richiede il riscaldamento a centinaia di gradi. martellamento e poi decine di ripiegature, consente al processo di rimuovere le impurità dell'acciaio e ottenere la resilienza di cui si è parlato.

 

 

 

 

 

ShokuninYoshidaL'intero processo di fabbricazione della spada giapponese è considerato un'arte sacra al punto che prevede vengano eseguiti rituali shintoisti, trasformando la lama in oggetto sacro per i suoi futuri proprietari e le loro famiglie. Purezza rarità e valore sono infatti i valori che si richiedeva fossero presenti quando gli dèi venivano coinvolti nelle vicende umane. La katana così creata sarà tramandata come cimelio di famiglia ad ogni nuova generazione.

Tale perseveranza nel continuare a preservarne sviluppo e storia suggerisce che la katana possa essere considerata una delle spade più iconiche della cultura mondiale. Iconica perché la figura che racchiude in un solo oggetto la maestria, essenziale, degli spadai per la sua produzione di qualità; la maestria, rinomata, degli artigiani per il suo “confezionamento” estetico; infine la maestria, vitale, del samurai nel brandirla e farla diventare uno strumento letale nel duello “all’arma bianca”. Il samurai e la sua lama sono diventati una cosa sola, un duo inscindibile: l'essenza del samurai è la sua spada e l’anima della spada risiede nel suo samurai.

La katana, nelle sue varie declinazioni, ha un grande significato culturale in Giappone. Gli ideali e il codice samurai sono adottati ancora oggi da uomini d'affari giapponesi, e la spada rimane un simbolo per quelle stesse tradizioni. Una lama realizzata a mano è un oggetto prezioso, dal punto di vista economico visto il costo della produzione a mano, e da quello spirituale per tutto ciò che rappresenta.

Nella terza e ultima puntata di questo viaggio nel mondo della katana presenteremo ancora alcune leggendarie lame storiche.