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Takuji Tominaga1990: * Jūsan-nin no Shikaku (omaggio a Tatsuya Nakadai)

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KagemushaTatsuya Nakadai ci ha lasciato l'8 novembre 2025, all'età di 93 anni. Il mondo del cinema, ma dovremmo dire dell'arte, non sarà più lo stesso senza di lui. E' necessario parlarne.

 

 

7Samurai 1Nakadai esordì molto giovane nel 1954 comparendo brevemente nel capolavoro I sette samurai di Akira Kurosawa, senza tuttavia che il suo nome venisse accreditato. Alcuni anni dopo, nel 1957, tornò a lavorare con il maestro in Anatomia di un rapimento, su una sceneggiatura ricavata da un libro "giallo" di Ed McBain, uno dei più noti - assieme a Evan Hunter - dei molti pseudonimi di Salvatore Lombino, scrittore statunitense dalle palesi origini italiane. Interpretava un giovane ufficiale di polizia incaricato di condurre le indagini sul rapimento a scopo di riscatto di un bambino. Fu poi l'inquietante antagonista di Toshiro Mifune in Yojimbo (1961) e l'ancora più inquietante antagonista, in quanto samurai al servizio di una casata e non un oscuro malfattore, in Sanjuro (1962).

kagemusha20Era già chiaro allora che Nakadai era in grado di sostenere con la medesima credibilità e il medesimo carisma una infinita gamma di ruoli. Tantevvero che in seguito alla rottura dei rapporti tra Kurosawa e il protagonista di quasi tutte le sue opere precedenti, Toshiro Mifune, fu chiamato a ricoprire il ruolo principale in altre due opere che lasciarono un segno indelebile: Kagemusha (1980) e Ran (1985) in cui Nakadai diede vita a interpretazioni memorabili.

harakiri10Ma pensare che la sua carriera si limiti a questo sarebbe assurdo: ha lasciato la sua inconfondibile impronta ovunque, spaziando in ogni genere cinematografico, interpretando spesso - forse troppo spesso -  ruoli negativi, grazie al suo camaleontismo che gli permetteva di rispondere appieno ad ogni richiesta del regista, Ma anche intrepidi per quanto sfortunati eroi come in Harakiri (1962) di Masaki Kobayashi con cui aveva appena concluso la nel ruolo dello sfortunato progagonista Kaji la grande trilogia della Condizione Umana, considerata anche essa un capolavoro. Ambientata durante la seconda guerra mondiale e fortemente critica del militarismo nipponico, così la descrisse lo stesso Kobayashi : «Ho voluto far rivivere il tragico destino degli uomini che sono stati costretti a far la guerra senza volerla» Nakadai ebbe il ruolo di un uomo che tenta inutilmente di garantire umanità pur nell'orrore della guerra.

Jusan01Per rendere omaggio alla figura di Nakadai nella pagina successive apparirà la recensione di una opera in cui appare ancora una volta come protagonista assoluto, Jūsan-nin no shikaku (Tredici assassini, 1990). Non cada il lettore vedendo un titolo già noto nell'equivoco di pensare ad altre produzioni. E' una storia oltre che noto forse addirittura abusata, riproposta più volte da differenti registi e con differenti protagonisti ma senza mai riuscire a fugare l'impressione che si trattasse di opere commerciali non in grado di lasciare il segno. Qui la presenza di Nakadai, e forse solo quella, lo rende possibile.

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