Jidai
Takuji Tominaga1990: * Jūsan-nin no Shikaku (omaggio a Tatsuya Nakadai) - Jūsan-nin no shikaku
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La trama, che come già detto ha suscitato tanto interesse in Giappone da essere portata sullo schermo più volte, tratta di un personaggio realmente esistito: Matsudaira Naritsugu (1811-1835). Sposò giovanissimo una figlia dello shogun Tokugawa Ienari e in seguito alla morte del padre nel 1825 divenne formalmente daimyo (signore) del feudo di Fukui ove iniziò una politica di austerità molto gravosa per gli abitanti del feudo.anche perché in stridente contrasto con il suo dispendioso tenore di vita. Scomparve all'età di 25 anni durante il viaggio di ritorno dalla capitale Edo al feudo di Fukui, ufficialmente per malattia. Non sappiamo con quale verosimiglianza si è diffusa nel tempo l'ipotesi che Matsudaira fosse stato in realtà ucciso eseguendo un ordine segreto dello shogun o comunque di personaggi altolocati, Il suo comportamento tirannico e amorale avrebbe causato crescenti problemi di ordine pubblico tra cui diversi suicidi di protesta di suoi sottoposti ma sarebba stato anche responsabile in prima persona di stupri e uccisioni. Non sappiamo se tutto questo è vero, ma non possiamo fare a meno di ricordare quanto osservato un giorno da Hosokawa Hideki sensei: «Quando sente parlare male di qualcuno l'essere umano vi presta automaticamente fede».
Si incaricherà del compito a un gruppo ristretto di 12 samurai cui si aggiungerà poi l'immancabile ronin solitario che appare in molte trame, e dovranno agire nella massima segretezza. La storia venne portata sullo schermo nel 1963 da Eichi Kudo, che più tardi ne ripropose una nuova versione, e da Takashi Miike nel 2010 ottenendo vari premi e favorevoli critiche. A parere dello scrivente nessuna di queste versioni, che mirano alla spettacolarità ed evidenziano gli aspetti più sanguinosi della vicenda, è all'altezza della versione del 1990 di Takuji Tominage interpretata da Tatsuya Nakadai. E crediamo che il merito vada attribuito soprattutto a lui, alla sua interpretazione in questo caso molto sotto le righe, non plateale, ma essenziale. Che rende esattamente il tormento - interiore - di un uomo d'onore costretto a divenire assassino e capo di assassini.
Jūsan-nin no Shikaku (Tredici assassini), 1990
Tatsuya Nakadai: Shizaemon Shimada
Ken Tanaka: Shinrokuro Shimada
Mitsutaka Tachikawa: Naritsugu Matsudaira
Katsuhiko Watabiki: Heizo Sahara
Hisako Manda: Koen
Toru Masuoka: Kujuro Hirayama
Tetsuro Tanba: Toshitura Doi
Ikko Furuya: Zusho Mamiya
Masakane Yonekura: Yukie Makino
Isao Natsuyagi: Hanbei Kito
Regia: Takuji Tominaga
Shinzaemon Shimada non avrà modo di rifiutare il terribile incarico. Gli viene ricordato il suo giuramento di vivere seguendo il codice del bushido, che lo obbliga a non tenere conto della sua vita e dei suoi desideri per dedicarsi solamente al benessere del popolo e della nazione. Naritusugu verrà presto nominato membro del consiglio di reggenza, i danni che potrebbe allora causare sarebbero irreparabili. Occorre provvedere prima, drasticamente. E segretamente poiché si tratta di un intoccabile stretto parente dello shogun.
Una missione disperata, che non porterà né onore né gloria ma piuttosto, in caso di fallimento, l'infamia.
D'altra parte il dignitario (impersonato in un cameo da un altro grande attore, Tetsuro Tamba) gli ha rivolto una esplicita richiesta: «Devi morire per me».
Shimada, uomo d'armi dalla fama eccelsa, sa anche che dovrà affrontare un avversario della medesima levatura, il capo dei samurai di scorta a Naritsugu: che è stato anche suo compagno nella pratica della spada e il suo migliore amico: Hanbei Kito.
Il loro sarà inizialmente un duello a distanza. Dopo aver selezionato e preparato i suoi segueci Shimada deve indebolire le protezioni intorno a Naritsugu, che anche per ragioni di prestigio si muove nel cammino per tornare al feudo dopo la periodica residenza obbligatoria e Edo con un imponente seguito di circa 300 tra dignitari, inservienti e uomini della scorta.
Ma il corteo deve attraversare il feudo di Yukie Makino. Cui Naritsugu ha ucciso il figlio e la nuora, dopo averla brutalmente stuprata.
Gli proibisce il passaggio, anche con le armi se necessario, protetto da una schiera di archibugieri.
Hanbei dovrà rassegnarsi a proseguire il cammino a cavallo su un altro percorso e con una scorta ridotta a poco più di 30 uomni mentre il resto del corteo, appiedato e appesantito dai bagagli, proseguirà per una strada più lunga ma meno impervia.
Grazie a questo Shimada può attuare il suo piano: ha preso in affitto l'intero villaggio di Ochiai, passaggio obbligato, evacuandone gli abitanti e trasformandolo in una trappola mortale: il ponte di accesso verrà fatto saltare appena tutti saranno nel villaggio, per scoprire immediatamente che anche l'uscita è sbarrata. Ovunque saranno un bersaglio per le frecce scagliate dagli uomini di shimada attestati su spalti improvvisati.
L'attesa è snervante, gli uomini di Naritsugu potrebbero aver trovato un percorso alternativo. Ma infine giunge la conferma: stanno arrivando
E' finalmente il momento che Shinzaemon Shimada ha atteso con pazienza e con apparente imperturbabilità
Potrà compiere la sua missione o perire nel tentativo. E soprattutto, finalmente, si confronterà con l'unico uomo alla sua altezza: Hanbei Kito.
Per rispetto nei confronti di chi volesse visionare l'opera, al momento facilmente reperibile in rete, non forniamo particolari sull'epilogo della vicenda, che pur con una trama già fin troppo sfruttata riserva numerose sorprese.
Ringraziamo ancora una volta Tatsuya Nakadai.