Jidai

Yamaguchi Yoshitaka, 2014: Neko Samurai

Indice articoli

Un samurai solitario quanto silenzioso e introverso, Kyutaro Madarame (Kazuki Kitamura)  viene assunto con un compito insolito: la feroce rivalità tra il clan Yonezawa amante dei cani e gli Aikawa, amanti dei gatti, si trascina da 30 anni, Gli viene affidato il compito di uccidere il gatto simbolo e idolo del clan Aikawa, ma non sa che questo incarico stravolgerà completamente la sua vita. Un tema un po' buffo? Infatti: non si pensi alle solite trame sanguinolente del genere chambara, ci troviamo di fronte a un'opera che non si prende molto sul serio. E fa bene.

 

Per quanto la trama - su cui torneremo - sia leggera e l'impostazione dell'opera giochi apertamente su un garbato leggero umorismo non mancano gli spunti degni di interesse e di approfondimento.

Tant'è vero che l'Istituto di Cultura Giapponese di Roma ha ritenuto opportuno nel luglio 2026 organizzarne una proiezione aperta al pubblico, con sottotitoli italiani. Non risulta al momento che sia disponibile in dvd in Italia, ma non è difficile prenderne visione on line, anche se con sottotitoli in inglese.

 

Facciamo conoscenza con Kyutaro in una casa da gioco, turbata dall'irruzione imprevista sul tavolo da gioco di un gattino giocoso che sta per suscitare una rissa tra gli uomini dei clan Yonezawa e Aikawa, entrambi presenti per caso. Egli, impassibile, dopo aver riportato la calma, perde tutto il suo denaro in una sola puntata, Ma quando rivela il suo nome i giocatori trasecolano: Magamare l'assassino! L'invincibile maestro di spada...

Per la verità Ryutaro non sembra  una persona aggressiva, chiuso in sé stesso al punto che per tutta la durata del racconto sentiremo più i suoi pensieri che i suoi discorsi. Rifiuterà ostinatamente ogni proposta di mettersi al servizio dei contendenti, finché pressato dalla necessità, sapremo dopo che deve.provvedere a mantenere in qualche modo la famiglia lontana, accetta l'offerta degli Yonezawa: dovrà introdursi nella casa dei rivali e uccidere il loro gatto, emblema e orgoglio del clan.

Per quanto riluttante Ryutaro affronta "professionalmente" il suo compito e si introduce di soppiatto nella dimora degli Aikawa. E qui arriva la prima delle non poche sorprese che ci riserva Neko Samurai: al gatto è stata assegnata una guardia del corpo, un samurai di chiara fama. Il lettore avvertito a questo punto comincerà probabilmente ad annusare il deja vu: due clan acerrimi  rivali, una guardia del corpo (Yojimbo), lo straniero spiantato e in crisi esistenziale che funge da elemento catartico...  Oltre a essere una trama che il grande Akira Kurosawa ha affrontato con successo, ne derivò anche sotto la direzione di Sergio Leone Per un pugno di dollari, riscuotendo consensi paragonabili se non addirittura superiori. Ma è anche una situazione riproposta in innumerevoli altre opere, ambientate in Giappone, nel Far West, in altri ambienti, in altre epoche.

Non sarà il neko-yojimbo a creare problemi a Kyutaro. Iindolente, incurante delle regole quanto amante del sake (e avendo avuto la saggia precauzione di farsi pagare in anticipo) pensa bene di ritirarsi in buon ordine non sembrandogli opportuno affrontare un duello mentre ubriaco. Anche qui potrebbe squillare un campanello nei ricordi dello spettatore: già nello Yojimbo di Kurosawa (1961) la guardia del corpo del clan batte alla chetichella in ritirata salutando con una strizzata d'occhio il suo presunto antagonista. Ma ora Kyutaro si inoltra nella casa deserta fino a raggiungere il suo obiettivo. Eccola: sapremo e vedremo poi che è una gattina apparentemente impassibile e impenetrabile ma che a modo suo sa comunicare. E che si chiama Tamanojo. E qui... non si starà per caso alludendo al Tamagotchi? E' un gioco elettronico giapponese che furoreggiò negli anni 90, un gingillo con un piccolo display dove "viveva" un esserino che l'utente doveva assistere fin dallo stato di uovo (tamago) accudendolo costantemente per farlo crescere, correndo il rischio di vederlo "morire" se trascurato.

Insomma, ci sono molti indizi che questo film si preoccupi di prendere in giro i protagonisti ma anche gli spettatori.

Tornando alla vicenda: quando gli Aikawa torneranno, constateranno che la guardia del corpo è sparita, Tamanojo è sparita.

Sul suo tappetino rimane solo una macabra traccia di sangue.

 

 


Ci manca il coraggio di tenere col fiato sospeso il lettore: non verranno qui svelati molti dei meccanismi del film, ma diciamo subito che Kyutaro, per motivi che in seguito diventeranno importanti per la comprensione della trama, non se l'è sentita di uccidere Tamanojo.

L'ha portata via con sé, ma la presenza della bestiola lo inquieta, i due non riescono a stabilire un modus vivendi. 

Ha anche preparato un piccolo tumulo dove finge con gli Yonezawa che vogliono una prova che abbia assolto alla sua missione di avere sotterrato Tamanojo, per placare la sua anima ed evitare che torni tra gli umani per vendicarsi.

Nel frattempo le vicende dei due clan prendono una piega grottesca che sembra provenire da una commedia di Goldoni.

Gli Yonekawa sono soddisfatti di avere eliminato il "nemico" ma ne taceranno col capo clan, che considera sacra la vita di ogni essere vivente, appartenente o meno al clan nemico.

E scopriamo anche che l'allegra guardia del corpo si è disinvoltamente riciclata presso di loro come inu-yojimbo: guardia del corpo di Jintaro, il cane degli Yonekawa (e ovviamente si è fatto pagare in anticipo).

 

E gli Aikawa? Nemmeno loro si azzardano a tenere al corrente il capo clan delle loro mosse. Mascherano la scomparsa di Tamanojo proponendogli un credibile sostituto. La ragazza addetta a Tamanojo, che poi assumerà nella vicenda una parte cruciale, osserva tuttavia che a parte alcune visibili differenze esterne il nuovo simbolo degli Aikawa è indiscutibilmente maschio.

Non sembra tuttavia accorgersene il capo clan, che soddisfatto annuncia i suoi programmi per il futuro: combinare un matrimonio tra "Tamanojo" e il gatto (maschio anche lui, naturalmente) simbolo di una importante casata. I suoi uomini sono nel panico...

E veniamo come promesso al dunque, lasciando libero il candidato spettatore di scoprire quanto qui viene tenuto celato.

La resa dei conti tra i due clan avviene durante la reciproca sospettosa restituzione degli ostaggi: infatti gli Yonezawa hanno rapito Tamanojo e gli Aikawa hanno rapito Jintaro. E anche qui, sì anche qui: non vi sembra una scena già vista?

Infatti è una scena anzi due dello Yojimbo di Kurosawa: dapprima la restituzione degli ostaggi con le due bande che si guardano in cagnesco da un lato all'altro della strada, e poi la catarsi finale quando nella stessa strada ventosa il samurai senza nome affronta da solo i resti della banda vincente.

Come ne uscirà fuori Madarame Kyutaro, conosciuto un tempo come il samurai assassino?

Non vi sarà difficile scoprirlo: basterà prendere visione di Neko Samurai. 

Se ve ne pentirete... sarà colpa vostra.

 

 

Cookies