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Veneri04Pochi mesi prima della manifestazione per i primi 30 anni dell'Aikikai d'Italia nell'autunno del 1994, cui non partecipai perché mi trovavo in missione in Bolivia, ci fu nell'Aikikai una riunione molto burrascosa, che non lasciava presagire nulla di buono per il dopo e in cui Giorgio Veneri, colonna portante dell'associazione, venne molto criticato - a torto o a ragione - e messo da parte.

Al termine l'atmosfera era sotto la suola delle scarpe...

Giorgio, occupando da solo gran parte della minuscola segreteria dell'Aikikai, imperturbabile mentre gli altri ammassati nel poco spazio restante commentavano lugubremente gli eventi, consultava l'elenco del telefono che mi aveva appena chiesto.

Al termine della indagine volle sapere dove rimaneva di preciso Il Pompiere, famoso ristorante al ghetto di cui aveva sentito parlare nonché decantare le virtù e di cui aveva finalmente scovato l'indirizzo.

Fu immediatamente organizzata, e non pochi aderirono, con sprezzo del pericolo e alto senso del dovere, una spedizione punitiva al Pompiere. Che del resto prudentemente aveva chiuso i battenti da anni ("Ma io ve l'avevo detto!" ove si dimostra che i segretari e le Cassandre condividono se non il codice IVA diverse altre prerogative).

Arrivati sul luogo del delitto dovemmo ripiegare mesti e in preda a funesti presagi su Piperno, che sta – è vero - a una sola ventina di metri, accetta però solo prenotazioni fatte anni prima.

 

Veneri03Figuriamoci se Giorgio si arrendeva per così poco. Espugnata la fortezza, davanti a dei regali carciofi alla giudìa, non pensammo più alle sconfitte del passato (del resto basta un minuto: ed è già passato...) per pensare a come darci da fare nel futuro. Insomma programmare il caffé nonché l'ammazzacaffé.

E' secondo me una delle più grandi lezioni del'aikido, e va praticata rigorosamente fuori dal tatami. Là sono buoni tutti... o perlomeno così pare.

Sapendo dove andare e con quale filosofia intraprendere la ricerca, là fuori nel mondo sono eccellenti anche, se non soprattutto, perfino i carciofi.

E, soprattutto? E' necessario guardare avanti: siatene certi, è là che troverete i carciofi o quantaltro. Non alle vostre spalle.

Non prendete di conseguenza cattivo esempio da quel pessimo soggetto di Orfeo, anche se lui non si preoccupava esattamente di carciofi.

Andate avanti, senza volgervi indietro.

Ed ecco anche perché - secondo me - Giorgio Veneri è stato un grande e irripetibile maestro.

Lui non è ripetibile: ma il suo esempio può e deve essere replicato.

 

Paolo Bottoni